Sala del Gatto

Ascona
 

 
Il ruggito culturale del Gatto

Riprende vita ad Ascona la sala spettacoli con un cartellone fatto di musica, danza, teatro e cinema

Alcune squadre traggono dall’eterogeneità dei loro elementi un valore aggiunto intangibile, ma vincente. Vale per i complessi musicali, per le squadre di calcio, ma anche per i comitati di quartiere. Può esserci, fra i membri di questi gruppi, una particolare elettricità che consente di raggiungere gli obiettivi più ambiziosi. Ebbene, proprio quest’impressione ha dato ieri la “squadra” che intende ridar vita all’ex Teatro del Gatto di Ascona, ora Sala del Gatto: una squadra composta da volti noti della cultura asconese, e coordinata da un personaggio determinato come Gillian McLeod, che con i pochi mezzi finanziari a disposizione è riuscita ad imbastire un cartellone invernale fatto di teatro, danza, cinema e persino – tramite il nascente Jazz Cat Club che si costituirà ufficialmente il 24 settembre – grande jazz internazionale.

Tutto è partito dalla volontà di personaggi-chiave in seno al Consiglio parrocchiale (primo fra tutti Giancarlo Cotti) che nel Municipio del Borgo (in primis in Maurizio Checchi e in Luca Pissoglio) hanno trovato il terreno giusto per far crescere delle idee. Grazie al lavoro di “cucitura” di Gillian McLeod, e mentre si perfezionava una profonda ristrutturazione interna costata 300 mila franchi, sono stati coinvolti Fernando Damaso per il settore danza, il binomio Nicolas Gilliet e Luca Martinelli per il jazz, Emmanuel Pouilly e Fabrizio Pestilli per il teatro e financo don Massimo Gaia, parroco di Ascona, per un significativo progetto di rinascita dell’antico oratorio in cui un tempo, la domenica pomeriggio, si andava al cinema.

Poi la squadra si è messa al lavoro, ed è nato un vero e proprio cartellone che nei mesi autunnali e invernali ridarà linfa alla vita culturale di Ascona in particolare (che ne aveva bisogno) e della regione intera più in generale:con 6 spettacoli teatrali (più 4 appuntamenti novembrini nell’ambito della “notte del racconto”), 3 di danza, 8 proiezioni cinematografiche (di cui 7 gratuite e 3 grandi appuntamenti jazz, di cui il primo previsto il 13 ottobre con la straordinaria presenza del batterista Jeff Hamilton e del suo trio, carpiti da Gilliet per quest’unica data svizzera durante la “tournée” europea. Insomma, un viaggio culturale nel nome della qualità che ha spinto Maurizio Checchi a portare il riconoscimento municipale (e indirettamente anche parrocchiale, vista la sua appartenenza ai due consessi). “Molto è cambiato negli ultimi anni al “Gatto” – ha detto -. Ci sono state delle “morti” e delle risurrezioni. Quello che prende avvio ora è un progetto di centro per l’aggregazione sociale (non per niente sono previsti dei pomeriggi per gli anziani) uno spazio per il confronto culturale, contro la massificazione in atto a livello televisivo”. Poi, per i loro settori di competenza, si sono espressi i vari responsabili.

È emerso ad esempio che in campo teatrale l’intenzione è trovare una giusta collocazione dell’offerta del “Gatto” nel contesto regionale, anche favorendo la presentazione di produzioni indipendenti e di particolare originalità, ma anche ospitando gruppi che intendono realizzare e poi presentare i loro lavori. Di altissimo livello, come accennato, sarà il programma Jazz, sostenuto dai soci del Cat Club tramite una serie di possibilità di adesione. Gilliet ha comunque voluto sottolineare come “l’amore per questa sala era nato un paio d’anni fa, quando durante il Jazz Ascona, a causa della pioggia, dovemmo rifugiarsi qui. Si creò un ambiente fantastico. L’obiettivo è estendere al pubblico ticinese la passione per il jazz e fargliela coltivare per tutto l’anno”. Partendo dall’assemblea costitutiva del 24 settembre.

d. mar.

 

Recensione

di d.mar. dalla Regione del 10 settembre 2008