La direttrice Mc Leod: «Un valore sociale e culturale» –
Ma
dal Comune solo 15mila fr.
di Maurizio Valsesia
La Sala del Gatto
di Ascona è probabilmente uno dei teatri meno sovvenzionati in Ticino.
Eppure, come in altre sale, anche quest’anno si rinnova il “miracolo”
del sipario che si apre su una nuova stagione. Prima di vedere chi
salirà sul palco nelle prossime settimane, abbiamo colto l’occasione per
tracciare un bilancio della stagione trascorsa, la prima completa per la
nuova gestione (nel dicembre 2007 subentrata alla precedente nella
conduzione della sala di proprietà della Parrocchia di Ascona). Ci
accomodiamo con la direttrice del teatro Gilian Mc Leod a un tavolino
all’aperto del bar del Centro parrocchiale San Michele, il piccolo ma
vivace e colorato edificio che ospita anche la Sala del Gatto.
Giancarlo Cotti,
membro del Consiglio direttivo della Sala del Gatto, in occasione della
costituzione dell’Associazione Amici della Sala del Gatto il 23 gennaio
scorso, disse che l’aspirazione è «convincere il pubblico, noi asconesi
in primis, a superare la pigrizia e rinunciare qualche sera alla Tv e al
Dvd». È un obiettivo che, nei limiti delle vostre dimensioni, sentite di
poter raggiungere?
Sì, in questo
senso la stagione 2008-2009 si può definire un successo modesto ma
certo. Abbiamo raggiunto il nostro scopo principale. Lo stesso che
riproponiamo ad ogni apertura stagionale, ovvero proporre un programma
per tutte le fasce sociali, anche quelle economicamente meno
avvantaggiate, presentando eventi culturali di una certa qualità e allo
stesso tempo contenuti nei costi.
Ripercorriamo
l’ultima stagione. Quali sono i principali spettacoli ospitati dalla
Sala del Gatto e che riscontro hanno avuto?
Gli otto concerti
organizzati da Nicolas Gilliet per il JazzCatClub (ndr. un’altra bella
realtà culturale locarnese) hanno riscontrato il tutto esaurito ed hanno
entusiasmato il pubblico. Restando in ambito musicale, le mattinées
gratuite per le persone in età AVS hanno portato una media di 100
spettatori. Alcuni di loro, ultra ottantenni, non si erano mai recati a
teatro perché non potevano permetterselo. Anche le domeniche gratuite al
cinema per i giovani, tipo “oratorio vecchio stile”, hanno avuto un tale
successo che spesso erano i nonni a insistere ad accompagnare i nipoti.
Gli spettacoli di teatro per bambini e adulti hanno invece avuto un
successo modesto, sicuramente dipendente dalle scelte artistiche.
Infine, i corsi di teatro per bambini e ragazzi sono stati ben
frequentati. Attualmente stiamo lavorando su un progetto di educazione
teatrale per le scuole che si svilupperà sull’arco di tre anni.
Quali sono i
vostri sostenitori?
Anzitutto
numerosi cittadini del Locarnese e di altre regioni hanno contribuito
generosamente diventando membri delle Associazioni “Amici del
JazzCatClub” e “Amici della Sala del Gatto”. Da evidenziare poi la
partecipazione di artisti coraggiosi, disposti ad accettare la sfida
economica creando nuovi spettacoli con budget assai limitati. Abbiamo
poi avuto il sostegno del Dicastero sella Socialità di Ascona che ha
permesso di creare eventi di beneficenza per anziani e bambini.
Per restare in
tema, il contributo annuo del Comune per il 2008, a fronte di una
richiesta di 35mila franchi, è stato di 15mila. Anche nel 2009 le cifre
non sembrano destinate a cambiare. In Consiglio comunale, durante le
discussioni sul restauro e la gestione del Teatro San Materno, alcuni
consiglieri hanno evidenziato che, se da una parte si stanziano, seppure
opportunamente, milioni, dall’altra si equipara la Sala del Gatto a una
piccola società sportiva. Sono realtà con obiettivi ed esigenze diverse,
ma la disparità non è forse eccessiva?
Non spetta a me
entrare nel merito dei finanziamenti. Come responsabile del cartellone,
il mio compito è allestire un programma fondato sull’importanza sociale
e culturale del teatro. Un teatro per la comunità. Certamente, ripeto,
la situazione finanziaria rimane precaria e fragile.
Voltiamo pagina.
Cosa vedremo nei prossimi mesi sul palco del Gatto?
Nonostante le
difficoltà il cartellone rimane ricco e incentrato su due concetti
chiave: quello di Sala del Gatto per tutti e di Sala a scopo sociale. I
momenti clou saranno: i quattro concerti eccezionali del JazzCatClub,
come “100 years of Benny Goodman”, l’“Alvin Queen Quintet” e il concerto
gospel di Natale; uno spettacolo di Teatro Danza da non mancare, con la
compagnia “Tanztheater Dritter Frühling” i cui membri sono tutti over 60
(la dimostrazione di come si può invecchiare con grazia, umore e gioia).
Inoltre, una serie di spettacoli per le famiglie: Gardi Hutter in
novembre, il “Grand Varietà d’Inverno” e due commedie dialettali con “I
Comediant da Minüs” e “Chii da Gordola”. Ospiteremo anche conferenze:
con la velista Cristina Lombardi e, nel 2010, sul tema della solitudine
dei leaders. Sempre nel 2010 una serata con Yor Milano e il suo film “Se
ta cati, ta copi”.
Oltre agli spettacoli, porterà una ventata d’aria fresca sul palco, nel
vero senso della parola, un nuovo impianto di condizionamento. Avrà una
tecnologia ecologica, basata sull’energia solare. Nei mesi più caldi,
infatti, la sala è praticamente off-limits a causa del gran caldo.
L’investimento andrà quantificato per valutarne la sostenibilità: uno
studio è stato affidato all’arch. Renner di Bellinzona. Se approvato, il
teatro potrà essere sfruttato anche in estate, stagione ricca di
manifestazioni.
dal Giornale del Popolo dell'8 settembre 2009

Gillian McLeod, coordinatrice della Sala del Gatto.
